Quando si parla di igiene domestica, ci sono abitudini che diamo per scontate e che raramente mettiamo in discussione. Tra queste c’è l’utilizzo quotidiano degli asciugamani del bagno, oggetti che consideriamo puliti per definizione proprio perché li usiamo dopo esserci lavati.
La realtà, però, è diversa. Gli asciugamani possono trasformarsi rapidamente in un ambiente ideale per la proliferazione di batteri, funghi e altri microrganismi, soprattutto quando vengono utilizzati più volte senza essere sostituiti o quando rimangono a lungo umidi all’interno del bagno.

Per questo motivo microbiologi ed esperti di igiene insistono sull’importanza di lavarli con una frequenza ben precisa, spesso molto più elevata di quanto si creda.
Perché gli asciugamani possono diventare un ricettacolo di germi
Ogni volta che utilizziamo un asciugamano, sul tessuto rimangono inevitabilmente tracce di umidità, cellule morte della pelle e sostanze prodotte naturalmente dal nostro organismo.
Questi residui, combinati con il tipico ambiente umido presente nel bagno, creano condizioni favorevoli alla proliferazione di microrganismi. Il problema aumenta ulteriormente quando gli asciugamani vengono lasciati bagnati per molte ore o non riescono ad asciugarsi completamente tra un utilizzo e l’altro.
Anche gli accappatoi e la biancheria umida possono contribuire ad aumentare il livello di umidità nella stanza, favorendo cattivi odori e, nei casi peggiori, persino la formazione di muffa sulle pareti.
Ogni persona dovrebbe avere i propri asciugamani
Uno dei consigli più importanti degli esperti riguarda la condivisione della biancheria da bagno.
Per ridurre il rischio di contaminazioni, sarebbe preferibile che ogni componente della famiglia utilizzasse un proprio set di asciugamani, destinato esclusivamente all’uso personale.
Particolare attenzione dovrebbe essere riservata agli asciugamani utilizzati per l’igiene intima, che andrebbero tenuti separati da quelli impiegati per il viso o per il resto del corpo.
Si tratta di una semplice precauzione che può contribuire a mantenere più elevati gli standard di igiene all’interno della casa.
Ogni quanto andrebbero cambiati davvero
Molte persone sostituiscono gli asciugamani soltanto quando appaiono sporchi o iniziano a emanare cattivo odore. Secondo gli esperti, però, si tratta di un intervallo troppo lungo.
Una regola generalmente consigliata è quella di lavarli almeno due volte alla settimana. Gli asciugamani destinati all’igiene intima dovrebbero invece essere cambiati ancora più frequentemente.
Il microbiologo Philip Tierno, professore della New York University, suggerisce un criterio ancora più preciso: lavare gli asciugamani dopo due o tre utilizzi. Non conta quindi soltanto il numero di giorni trascorsi, ma soprattutto quante volte il tessuto è stato effettivamente utilizzato.
Non basta mettere gli asciugamani in lavatrice per ottenere un risultato ottimale. Gli specialisti consigliano di utilizzare detergenti adatti ai tessuti e di evitare temperature eccessivamente elevate, soprattutto nel caso di capi colorati. Una temperatura intorno ai 60 gradi rappresenta generalmente un buon compromesso tra igiene e conservazione delle fibre. Attenzione anche all’ammorbidente. Utilizzarne troppo può ridurre nel tempo la capacità assorbente del tessuto, ottenendo un effetto opposto rispetto a quello desiderato.
Gli asciugamani non durano per sempre. Se ci si accorge che non assorbono più l’acqua come un tempo, che iniziano a perdere fibre o che il tessuto appare consumato e sfilacciato, probabilmente è arrivato il momento di acquistarne di nuovi.
Continuare a utilizzare asciugamani ormai usurati non solo riduce il comfort, ma può compromettere anche l’efficacia della loro funzione principale.